Il gioco del lotto (o semplicemente lotto) è un gioco d'azzardo che consiste nell'estrazione di cinque numeri, tra l'uno e il novanta, con premio per coloro che ne indovinano almeno uno.[1]

Da un punto di vista statistico, il gioco del lotto è fortemente non equo, poiché in caso di vincita non viene corrisposta una somma proporzionale alle probabilità di vittoria.[2][3]

In Italia, il gioco è disciplinato dalla Legge 2 agosto 1982, n. 528 e dal Decreto del presidente della Repubblica 16 settembre 1996, n. 560. La sua gestione è affidata all'Ispettorato Generale per il Lotto e le Lotterie, presso il Ministero delle Finanze. La gestione della raccolta delle giocate e dei pagamenti delle vincite è affidata in concessione a Lottomatica

La parola "lotto" deriva dal francese lot, che significa sia "porzione" sia "sorte". Il termine, giunto nella penisola iberica, è documentato come lote in spagnolo e loto in portoghese. Il verbo francese lotir, inoltre, significa "dividere la sorte" o "assegnare la sorte". Ma analogo lemma si ritrova nell'antico inglese hlot ("cosa toccata in sorte"), cui corrispondono Los nel tedesco moderno e lot nel danese. È prevalente la teoria secondo cui il termine arriva in Francia dal mondo germanico[4], diffondendosi poi negli altri paesi dell'area romanza

 

Caratteristiche del gioco

 

Consiste in tre estrazioni settimanali (martedì, giovedì e sabato) che vengono effettuate a partire dalle ore 20:00 per undici ruote: Bari, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia e Nazionale. Precedentemente al 16 giugno 2009 le estrazioni avvenivano contemporaneamente nelle dieci città italiane, una per ogni ruota, tranne Roma in cui si estraeva l'omonima ruota e quella Nazionale. Da allora le estrazioni avvengono a Roma (per le ruote Roma, Cagliari, Firenze e Nazionale), Milano ( per le ruote di Milano, Genova, Torino e Venezia) e Napoli (per le ruote di Napoli, Bari e Palermo).

Per ogni ruota vengono estratti 5 numeri tra l'1 e il 90 senza reimmissione, nel senso che un numero una volta estratto non viene reimmesso nell'urna. L'estrazione è effettuata su tutte le ruote attraverso un'urna meccanica che mischia le palline con un getto di aria compressa e le cattura con una nicchia rotante ai bordi dell'urna. Le estrazioni avvengono secondo le modalità descritte nel Decreto direttoriale prot. n. 2010/4500/Giochi/LTT dell'8/2/2010 - Procedura per estrazioni del gioco del lotto con urne elettroniche[5] In passato si utilizzava un'urna fatta girare a mano con una manovella, dalla quale i bussolotti con i numeri venivano pescati da un bambino bendato

 

Combinazioni vincenti

 

Il gioco consiste nello scommettere sui numeri estratti sulle varie ruote.

Si può scommettere di indovinare, su una ruota, su più ruote o su tutte le ruote:

ambata, o "estratto semplice",
ovvero un solo numero (l'ordine di estrazione non conta);
estratto determinato,
ovvero un numero e la posizione in cui viene estratto;
ambo,
ovvero due numeri;
terno,
ovvero tre numeri;
quaterna,
ovvero quattro numeri;
cinquina,
ovvero cinque numeri.
Si possono giocare fino a 10 numeri sulla stessa scheda. La vincita è pagata a quota fissa e dipende da quanti numeri si sono indovinati, da cosa si è giocato e da quanti numeri sono stati messi in gioco

 

Vincite e probabilità

 

La probabilità che esca un singolo numero su una determinata ruota è di 1 su 18. La vincita pagata da Lottomatica, unica concessionaria ufficiale del gioco del Lotto, ammonta a 11,232 volte la posta, da cui deve essere detratta la trattenuta diretta del 6%.

 

Teoria dei numeri ritardatari

 

Come detto, in presenza di un'estrazione non truccata, su una data ruota ogni numero ha sempre la stessa probabilità di uscire, pari a 5 su 90 (ovvero 1/18), essendo 5 i numeri estratti e 90 i numeri contenuti nell'urna.

Sulla base di tale premessa si può concludere che giocare sui ritardatari è privo di senso: il fatto che un numero non sia uscito per molte estrazioni precedenti non aumenta in nessun modo la probabilità che venga estratto alla successiva estrazione, rimanendo essa sempre pari a 1/18. Nonostante la persistente popolarità della "teoria dei ritardatari", nessuno è in grado di prevedere numeri estratti con maggiore probabilità di successo di un giocatore completamente "casuale".

Gli appassionati al gioco sui numeri "ritardatari" si basano sui precedenti della storia del lotto. La probabilità che un dato numero esca almeno una volta nell'arco di 18 estrazioni è all'incirca del 64%. La serie storica dice che un ritardo medio-massimo per un estratto arriva alle 90 estrazioni, raramente oltre le 140 estrazioni, dieci volte soltanto ha superato le 180 e di queste solo tre volte ha superato le 200 nei 135 anni di storia del lotto moderno (dal 1871 ad oggi un numero è uscito con un ritardo di 202 estrazioni il 23 agosto 1941, un altro con un ritardo di 204 il 1º aprile 2006, ed un altro ancora, il 53 sulla ruota Nazionale, uscito nell'estrazione del 24 gennaio 2017, raggiungendo la quota record di 257 estrazioni). Queste osservazioni e questi fatti non contraddicono le conclusioni precedenti. Il fatto che l'evento "ritardo per 200 estrazioni del numero x" sia molto improbabile non implica che, una volta avvenuti 199 ritardi di x, esso abbia probabilità maggiore di 1/18 di uscire nell'estrazione successiva. L'evento "il numero scelto non viene estratto in una successione fissata di 200 estrazioni", per quanto improbabile, ha probabilità 17 volte maggiore dell'evento "il numero scelto non esce per 199 volte e viene estratto alla duecentesima". È necessario inoltre mettere in evidenza che, indipendentemente da quale strategia venga adottata, la probabilità di andare in perdita aumenta esponenzialmente in funzione delle giocate effettuate: la stragrande maggioranza dei giocatori è destinata ad andare in perdita, ed è su questo presupposto che si basano tutti coloro che propongono dei giochi d'azzardo (qualsiasi società pubblica o privata che lo organizzi). In altri termini, per ogni singolo turno d'estrazione, il monte complessivo delle puntate è di norma superiore alle vincite pagate, e non potrebbe essere altrimenti data l'iniquità nel pagare le vincite in rapporto alla probabilità: come si dice, "il banco vince sempre" (per poter affermare che il banco "salti" in occasione dell'uscita di un "centenario" occorre dimostrare che l'ammontare complessivo delle giocate su quel numero in quel concorso e in tutti i concorsi precedenti l'uscita sia inferiore alle vincite)